L’accessibilità non è solo un obbligo, ma un vantaggio strategico.
Adottare un approccio proattivo all’accessibilità può migliorare la user experience, aumentare la fedeltà del cliente, trovarne di nuovi, e portare benefici economici diretti.
Anche per quelle realtà non ancora vincolate da normative stringenti, abbracciare l’accessibilità rappresenta una mossa intelligente che rafforza la reputazione aziendale, dimostra una concreta responsabilità sociale, e spalanca anche le porte a un mercato più ampio e inclusivo. Ovvero? Un indubbio vantaggio competitivo.
Le aziende più innovative stanno già investendo nell’inclusività digitale per differenziarsi dalla concorrenza.
Cos’è l’accessibilità digitale?
Si intende la capacità dei sistemi informatici di erogare servizi e fornire informazioni fruibili da tutti e tutte senza discriminazioni, anche da parte di coloro che a causa di disabilità necessitano di tecnologie assistive o configurazioni particolari.
Esistono due punti di vista sull’accessibilità: quello dell’utente e quello del sistema informatico, che deve erogare i servizi, le informazioni, i prodotti agli utenti che navigano.
1.3 miliardi di persone*
hanno una disabilità
(circa il 16% della popolazione)
*Fonti OMS


L’accessibilità digitale è un vantaggio competitivo che non si può ignorare
Abbiamo organizzato un webinar sull’accessibilità digitale per approfondire come le aziende possano trasformare questo obbligo in un’opportunità concreta per migliorare la loro presenza digitale, raggiungere un pubblico più ampio e incrementare il loro business.
Nate nel 1994 dal MIT di Boston, sono oggi il nostro libro delle istruzioni per l’accessibilità digitale: si tratta di uno standard tecnico di riferimento su cui molte normative (come l’Accessibility Act europeo, che dal 28 giugno entrerà in vigore) si basano per definire l’accessibilità.
E-commerce, servizi bancari, comunicazione elettronica, media audiovisivi, biglietterie digitali, app di informazione e prenotazione per i trasporti aerei, pdf scaricabili sono strumenti che usiamo ogni giorno. Eppure – come abbiamo visto dai numeri – molte persone ancora oggi non possono accedervi.
L’applicazione dell’EAA non è universale: le microimprese, definite come quelle con meno di 10 dipendenti e un fatturato inferiore a 2 milioni di euro, sono esenti (sia nel modello B2B che B2C). Un’esenzione può essere concessa anche qualora si dimostri un onere sproporzionato rispetto alle risorse dell’azienda. Per quanto riguarda il modello di business, le imprese che operano esclusivamente in un contesto business-to-business (B2B) sono generalmente esenti.
Tuttavia, se un’azienda adotta un modello misto, operando sia nel B2B che nel business-to-consumer (B2C), sarà comunque soggetta agli obblighi dell’EAA per le attività rivolte al consumatore finale. È importante notare che per le aziende che operano sul mercato americano esiste già un obbligo in materia di accessibilità.

Synesthesia è il partner per accompagnarti nel percorso normativo e tecnico verso l’accessibilità digitale.
Possiamo aiutarti a trasformare un obbligo normativo in una strategia per ampliare la tua community!
Lo realizzeremo con amore e passione. Il nostro team è a tua disposizione.